4 febbraio 2017

Lettera del Direttore ai collaboratori medici – Febbraio 2017

Diocesi di Pozzuoli
Fondazione “Centro per la Vita don Luigi Saccone”

Il Direttore

Napoli, 2 febbraio 2017

Carissimi dottori, carissime dottoresse,

Da tempo avrei voluto incontrarvi, soprattutto per dirvi “grazie”: guardarsi negli occhi in moltissimi casi aiuta a capirsi e a volersi bene, di là da ogni parola. Non sono finora riuscito a farlo come avrei voluto e vi prego di voler giustificare questa mia mancanza, dovuta soprattutto all’affannosa gestione che ha assorbito pressoché interamente non solo il sottoscritto ma anche i membri del Consiglio di Amministrazione, in primis il Tesoriere.

Ho scelto di scrivervi, quindi, perché trovo giusto scambiare qualche pensiero con coloro dai quali dipende tutto il concreto agire del Centro per la Vita e per sottolineare alcuni aspetti della nostra situazione forse meno noti.

Nell’aprile del 2015, assumendo il mio incarico, chiesi al Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Puteoli pro Vita un processo di conversione: in quanto Segretario sono non il centro bensì soltanto il terminale delle decisioni e dei deliberati del Consiglio, per cui ritenni per me un dovere quello di indirizzarlo sempre più verso la consapevolezza di essere l’autentico protagonista, insieme ai Soci, della gestione concreta di quella stupenda realtà che è la nostra Associazione. Non è stato facile ma gli ultimi due anni sono stati, su questo, particolarmente prolifici. Non tutti hanno compreso il vero senso di questa richiesta, ma sono grato a coloro che si sono sforzati di comprenderne la necessità e i risvolti.

Un elemento sul quale non solo io, ma anche il Presidente dell’Associazione, monsignor Pascarella, abbiamo chiesto di prestare particolare attenzione è la credibilità di quello che facciamo; non è parlando bene di sé stessi che si diventa credibili; si è credibili quando si testimoniano le virtù ogni giorno, santificando il lavoro ordinario, senza miracoli straordinari. Proprio per questo, non posso che ringraziarvi per i sacrifici da voi sostenuti, in termini di tempo e di disponibilità, per testimoniare valori comuni, sacrifici compiuti anche per affetto nei confronti di don Luigi e di Maria Vittoria ma, soprattutto, per rispetto della nostra missione all’interno di una visione cristiana della vita.

Nel contempo, non posso però tacervi che, all’atto del mio insediamento, ho trovato l’Associazione in una situazione che sarebbe semplicistico definire difficile. Se volete maggiori dettagli, chiedete al nostro Tesoriere, Enzo de Ruggiero: sarà felice di illustrarvi i particolari (e d’altronde avete tutto il diritto di conoscerli proprio in quanto nostri collaboratori).

Tra gli elementi critici che ho rilevato c’è, ad esempio, il fatto che l’Associazione è una onlus, eppure ha una serie di attività di natura “commerciale”; che essa, solo per gli stipendi dei dipendenti – che peraltro, essendo Associazione di volontariato, non dovrebbe avere – versa ogni mese circa 12000 euro (avremmo potuto, come ogni altra realtà in crisi, licenziare del personale, ma non abbiamo voluto, giacché ci interessa garantire l’occupazione e il conseguente benessere delle famiglie che da questa dipendono); che, dalle origini del Centro fino al dicembre 2015 Maria Vittoria Cammarota, pur essendo un “punto di riferimento”, era considerata – dal punto di vista lavorativo – solo “collaboratrice professionale” (da quella data abbiamo provveduto ad assumerla anche per darle maggiore serenità, nonostante questo comportasse una ulteriore esposizione economica) e, ulteriore elemento critico sebbene non di tipo economico, che manchiamo dell’autorizzazione sanitaria prescritta dalla Legge. Le norme regionali, mutate nel 2001, prevedevano degli adeguamenti alle strutture che noi abbiamo sì apportato, ma senza richiedere poi il rilascio di una nuova autorizzazione (nessuno ha provveduto a farlo). Questo voi, in quanto professionisti, potete bene immaginare cosa potrebbe produrre, non solo dal punto di vista giuridico ma anche in termini di immagine, per il nostro Vescovo-Presidente e per tutta la realtà del Centro.

Dinanzi a tutto questo, cosa potevamo fare (e abbiamo fatto), sapendo che non siamo impresa ma siamo solo comunità? Anche qui vi riassumo un po’ le cose: abbiamo già avviato la pratica per il rilascio di una nuova autorizzazione da parte dell’ASL; stiamo ipotizzando una leggera spending review con i dipendenti, abbattendo in minima parte – e proporzionalmente – le ore di lavoro al fine di poter limitare le uscite stipendiali; grazie anche ai suggerimenti di alcuni tra voi abbiamo rivisto i contributi per i servizi da noi offerti, alla luce del nomenclatore regionale, garantendo il rispetto di criteri etici (siamo ben al di sotto del minimo regionale previsto per analoghe prestazioni sanitarie e abbiamo adottato il modello ISEE per assicurare trattamenti gratuiti alle fasce sociali più deboli); vi abbiamo chiesto – ulteriore motivo di gratitudine nei confronti di coloro che “ci hanno capito” – di rivedere le percentuali per i rimborsi spese che vi vengono riconosciuti, cosa che si sta già ripercuotendo positivamente sulla nostra situazione finanziaria. Vorremmo poi implementare nuove specialità mediche per incrementare i servizi offerti alle famiglie del territorio diocesano e confidiamo sempre nel vostro aiuto, segnalandoci i nominativi di medici disponibili (a tal fine ho anche contattato la Associazione dei Medici Cattolici, per verificare le possibilità di collaborazione), in quanto siamo aperti a ogni proposta finalizzata a dare sopravvivenza e sostenibilità alle nostre attività e alla nostra missione principale (il dott. Ferraro, ad esempio, ci ha suggerito di organizzare degli open days dedicati ai medici di base, al fine di informarli sulle nostre attività).

Non solo quindi per dare maggiore solidità a tutte queste scelte, ma anche per potenziare le nostre attività, il vescovo di Pozzuoli, recependo e confermando quanto il CdA aveva più volte espresso in passato, lo scorso 26 gennaio 2017 ha eretto la Pia Fondazione di religione e culto “Centro per la Vita don Luigi Saccone”, affidandone la Direzione al sottoscritto. Da qualche giorno, quindi, la gestione delle nostre attività è transitata nella Fondazione, che continuerà ad avvalersi della preziosissima collaborazione del Centro Campano Metodo Billings e della Associazione Puteoli pro Vita onlus, di cui continuerò ad interim a mantenere anche l’incarico di Segretario. Rispetto al passato, cosa cambierà nel concreto? Per quanto attiene ai “contenuti”, praticamente niente. Tecnicamente, l’unica differenza starà nel fatto che la dott.ssa Maria Vittoria Cammarota non rivestirà più il ruolo di Direttore sanitario, in quanto non specializzata in ginecologia – saprete certamente che la norma regionale per concedere l’autorizzazione esige per il Direttore sanitario la specializzazione di branca. A testimonianza del contributo da Lei finora apportato, le abbiamo però affidato l’incarico di Coordinatrice organizzativa degli ambulatori sanitari, un incarico che sono sicuro porterà avanti con la serietà e la correttezza che l’hanno sempre contraddistinta. Oltre a questo, fino a quando vorrà continuerà a supervisionare tutto quel che riguarda il Metodo Billings e il suo insegnamento, elementi fondamentali sui quali tutta la nostra realtà si sorregge e che dovremo certamente potenziare.

Carissimi amici (posso ritenervi tali?), finora abbiamo fatto di tutto per non interrompere le nostre attività; un altro, al mio posto. avrebbe infatti drasticamente ridimensionato l’esistente, onde non aumentare lo stato di crisi che ci affligge e che non era stato finora tenuto nel debito conto, o avrebbe dichiarato forfait, chiudendo definitivamente il Centro e le sue attività. Il mio obiettivo è stato (ed è) invece quello di far sì che esso non solo continui a vivere e ad operare, ma divenga sempre più un “faro” per la comunità ecclesiale così come per quella civica; è facile parlare molto bene di sé stessi e molto male degli altri; è facile pensare di lavorare più e meglio degli altri; è facile pensare o affermare di avere dato più di quanto si sia ricevuto. Dal mio punto di vista, il Centro è un’opera di Dio. Noi non abbiamo contribuito fisicamente a tirare su le sue mura, ma ognuno di noi – ognuno a suo modo – le rinforza ogni giorno con il proprio operato, perché sappiamo che esso non è soltanto il luogo in cui “lavoriamo” ma è molto di più: è un posto in cui cerchiamo di offrire una assistenza di qualità molto elevata alla quale ciascuno contribuisce, ogni giorno, apportando il proprio contributo, piccolo o grande che sia, e soprattutto la propria testimonianza cristiana.

Mi sembra di avervi detto molto; prossimamente vorrei però incontrarvi di persona, per farvi conoscere ancora più a fondo i nostri obiettivi e le nostre prospettive future, nella consapevolezza che la Fondazione intende continuare, opportune et importune, a perseguire il “sogno” di don Luigi; il Tesoriere de Ruggiero vi contatterà per “identificare” una data che possa andar bene per tutti voi, onde vederci una sera a cena.

Nel mentre, resto a vostra disposizione per qualsivoglia informazione o precisazione (potete scrivermi o telefonarmi al 331-9279662) e vi abbraccio con cuore grato, chiedendovi di pregare per la nostra realtà, confidando che il Signore non ci lascerà mai soli.